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Roger Federer è esistito davvero

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  Scrivere qualcosa su Roger Federer è estremamente complicato perché è oltremodo difficile coglierne l'essenza e tradurla in parole. Per quanto mi riguarda mi sono spinto goffamente a farlo solo un paio di volte su Tennisollywood (vedi ad esempio qui ). Emanuele Atturo invece ci è riuscito, magistralmente, in questo testo straordinario che racconta e spiega Federer su più livelli: quello del gioco, quello emotivo e quello storico-sportivo. Soprattutto spiega cosa hanno vissuto in questi ultimi 20 anni i suoi tifosi e decifra l'evoluzione dei loro sentimenti in totale simbiosi con il loro amato campione. Un testo molto ben documentato, con una bibliografia saggistica e ricco di citazioni che ne impreziosiscono la narrazione. Come quella di Simon Reynolds - da Retromania - che descrive come fenomeno della contemporaneità quell'accorciarsi del tempo che deve trascorrere perché un fenomeno culturale diventi nostalgico, fino a diventare nostalgia stessa del presente.  Consigl

Omaggio al gladiatore

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  La foto è di Matteo Ciambelli ed è sulla copertina di una pubblicazione di Giunti dedicata ai "Gladiatori della terra rossa". L'ho virata in bianco e nero perché  Nadal  trascende ormai il tempo dei sui trionfi e i colori delle superfici su cui li ottiene. Il bianco e nero serve ad accomunarlo anche cromaticamente alle leggende di altre epoche. Da grande tifoso di Federer quale sono, questo è il mio sincero omaggio al gladiatore spagnolo, che conquistando il suo 21mo titolo Slam oggi ha dimostrato - se ancora ve ne fosse bisogno - di essere non solo un campione straordinario di questo sport, ma soprattutto un esempio di umiltà e dedizione al lavoro. Vamos Rafa!

La storia di Daniel Prenn

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27 gennaio, Giornata della Memoria. Nell’aprile del 1933 un comunicato della German Lawn Tennis Federation così recitava: “I giocatori non ariani non possono più prendere parte alle competizioni internazionali. Il dottor Prenn, ebreo, non sarà convocato nella squadra di Coppa Davis del 1933”. In questa circostanza fu Fred Perry - sconfitto l'anno precedente (1932) in Coppa Davis da Daniel Prenn - a inviare una lettera di proteste al Times insieme al suo compagno di squadra Henry W. Austin: “Sir, abbiamo letto con estremo dispiacere il comunicato stampa ufficiale secondo cui il dottor Daniel Prenn non rappresenterà la Germania in Coppa Davis perché di origine ebraiche. Non possiamo non ricordare il momento in cui, meno di dodici mesi fa, a Berlino, nella semifinale della zona europea di Coppa Davis, il dottor Prenn regalò una vittoria alla Germania contro la Gran Bretagna di fronte ad un vasto pubblico e fu portato in trionfo con enorme e sincero entusiasmo […]. Guardiamo con gr