Il tennis fra le righe



Lasciare la panchina e raggiungere la linea di fondo.
In campo aperto, le righe severe e imparziali a dare il senso.

Un rettangolo dentro altri rettangoli, reali e immaginari.
Le righe del corridoio e quelle del servizio.
Le zone, i quadranti, le aree di difesa e di attacco.
La terra di nessuno, il punto dove non ci si deve mai fermare.

Diagonale dopo diagonale, una danza continua nella paziente costruzione del gioco.
Nel movimento perpetuo, fra un punto e l’altro.
Nel tentativo di concentrarsi, tra frazioni di passato e frammenti di futuro.
Fra storie e racconti, fra tempo e luoghi, fra parole e emozioni.
Il tennis più bello è quello che si gioca e si vive fra le righe.

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