5 punti fondamentali della filosofia del tennis quotidiano

Illustration © Jeannie Phan


Ci sono 5 punti che ben rappresentano il mio ultimo anno e mezzo di tennis e che costituiscono quella che mi piace chiamare filosofia del tennis quotidiano, ovvero il mio personale approccio alla vita in campo e fuori, frutto di letture, di conversazioni con lo staff e gli amici del Tennislequerce e di tante partite e sessioni di allenamento.

Tutto ciò che scrivo ha valore e funziona per me, non intende certo essere una ricetta universale.
Sarò però felice se, tra i miei pochi lettori, qualcuno si riconoscerà in alcuni di questi punti e magari vorrà aggiungere un commento o un suggerimento.

1 - Consapevolezza
Per anni ho giocato con l'ossessione di chiudere i punti, facendo cose a volte senza logica e soprattutto fuori dal mio bagaglio tecnico. Un dispendio di energie inutile, provocato da uno stato di tensione muscolare e mentale incompatibili con la fluidità del gioco e del pensiero. Quest'anno ho capito che senza consapevolezza non è possibile chiudere nessun punto.

Ed è proprio questa, declinata in due modi, la prima parola della lista:
  • la consapevolezza riflessiva, che serve per riconoscere i propri mezzi tecnici e le proprie capacità. E' il perimetro che ci consente di agire in sicurezza, ma che allo stesso tempo ci spinge ad andare oltre, sapendo che per farlo bisogna prepararsi e allenarsi. L'improvvisazione è ingannevole ed è foriera di illusioni provvisorie. In mancanza di consapevolezza, infatti, un colpo "improvvisato", fuori dal proprio bagaglio tecnico, può trasformarsi in uno spettacolare vincente capace di generare quella presunzione che inficia il rendimento dei punti successivi.
  • la consapevolezza eterodiretta, che serve per capire cosa stia accadendo e quali cause stiano  determinando una certa situazione, definendo se sia possibile controllarle oppure no. 
2 - Assenza di giudizio emotivo
Mi piace sintetizzare questo aspetto della filosofia del tennis quotidiano con questa frase: "la pallina è andata in rete". Una constatazione assolutamente priva di giudizio, senza nessun carico emotivo. Si tratta in questo caso di trovare la giusta distanza da quello che accade in campo (e nella vita). Non significa ignorare un fatto, tutt'altro. Significa infatti saper riconoscere quello che è accaduto e avere quella consapevolezza eterodiretta di cui si parlava sopra. Analizzando la frase con cui ho sintetizzato questo punto, ci si rende conto che, se "la pallina è andata in rete", non si può cambiare quello che è appena successo. E' anche inutile arrovellarsi nel cercare di capire perché sia accaduto, perché si andrebbe occupare tempo e soprattutto risorse mentali che invece servono per affrontare il punto successivo.

3 - Focalizzazione 
L'assenza di giudizio ci consente quindi di focalizzarci sul presente, su quello che stiamo vivendo e non su quello che si è concluso o sta per accadere. Più concretamente, nel gioco, si tratta di focalizzarsi sulla pallina e di guardarla soprattutto nel momento d'impatto con la racchetta. Questo è un aspetto apparentemente banale, ma in realtà è molto difficile e necessita di molto allenamento. Ci sono 2 video di Ian Westerman che spiegano molto bene come fare qui.
In un mondo in cui siamo sovraesposti e continuamente sollecitati da un eccesso informativo, la focalizzazione ci aiuta a escludere il contesto e a concentrarci sulla cosa più importante. Nel tennis sappiamo che la cosa più importante è la pallina, nella vita ognuno deve imparare a trovare la sua "pallina".

4 - Respirazione
Durante una lezione in cui stavo palleggiando, un maestro un anno fa mi ha detto con un po' di ironia:
se vuoi, puoi anche respirare durante il palleggio. Una battuta che mi ha fatto molto riflettere sull'importanza della respirazione. Sembra un'altra banalità, ma il controllo della respirazione durante un'attività fisica non va trascurato e non è automatico. Tutti pensiamo di saper respirare, ma vi invito ad ascoltare il vostro respiro per 1 minuto: provate a capire se state effettivamente riempendo tutti i polmoni, se state sfruttando ogni respiro o se fate respiri brevi e affannati. Vi renderete conto che, anche a riposo, potete migliorare di molto l'efficienza della vostra respirazione. Pensate a quanto sia importante farlo durante un match, tra un punto e l'altro, ma anche tra un colpo e l'altro. Avere padronanza della respirazione significa avere maggiore efficienza e poter allungare la propria resistenza.

5 - Piano di gioco
Se non c'è un piano, è meglio non giocare. A volte si pensa che un piano debba per forza essere complicato e articolato, in realtà la cosa più importante di un piano è che sia messo in pratica. Ho imparato che è meglio avere un piano semplice, ma concreto e applicato con determinazione, piuttosto che avere un piano complesso e lontano dalle proprie capacità e privo di consapevolezza (vedi il punto 1). Ad esempio, anche se l'idea di giocare serve&volley mi piace, ho la consapevolezza di non avere i mezzi tecnici per mettere in pratica un piano di gioco di questo tipo. Ciò non significa che non possa approcciare qualche punto in serve&volley, ma non certo come piano di partita. Secondo il mio maestro, nel tennis basta fare cose semplici, ma farle bene. A volte purtroppo siamo ingannati dall'arroganza e dalla presunzione di poter fare cose speciali in campo. Può capitare, ma non sono quelli i punti su cui costruire il proprio piano di gioco. E sta proprio qui la sfida, ricordarsi di applicare il piano. E il piano deve essere semplice per essere efficace.

Questi 5 punti sono strettamente interconnessi tra loro e, se applicati ed esercitati costantemente, conducono il giocatore ad essere più fluido e sereno in modo da vivere con grande piacere ogni punto della partita.


Commenti