Il record palindromico e la vertigine dissacrante della rimozione del limite.

616. Lo leggi da sinistra a destra e viceversa. Un numero palindromo, che ora indica la misura del nuovo record del mondo di salto in alto raggiunto dal francese Reanud Lavillenie.


Il record di Renaud Lavillenie a Donetsk, 15/02/14
Premetto che non so nulla di questo giovane atleta transalpino né mi interesso di atletica e nemmeno vado a cercarmi notizie sui libri dei record. Come al solito però queste occasioni mi portano a riflettere sul senso del primato legato al gesto sportivo e non solo. E penso come sempre al lavoro enorme di preparazione fisica e mentale che l'uomo investe per raggiungere un limite. Sia esso sportivo, scientifico o di qualsiasi altro ambito umano.

E cos'è questo limite se non il desiderio di uscire dalla media, di dimostrare che esso è sempre raggiungibile e superabile attraverso il lavoro, la dedizione e la determinazione. Il limite è solo un traguardo intermedio per quello che viene dopo. Un modo per esplorare altro durante il raggiungimento o anche il non raggiungimento dello stesso. Fu lo stesso Fermat a settare un limite per i suoi colleghi quando scrisse, senza darne spiegazione, di avere un'interessante dimostrazione di quello che negli anni dopo divenne il teorema che aprì l'esplorazione di campi della matematica fino ad allora sconosciuti. Tanto che la soluzione di Fermat fu in un certo senso il raggiungimento e il superamento di un limite che il matematico francese, probabilmente in modo consapevole, decise di fissare per far progredire la scienza negli anni successivi.

I “limiti” per i Romani erano le pietre che segnavano i confini ed erano considerate sacre tanto da rendere delittuosa la loro rimozione in quanto protette da una divinità, anch'essa denominata Limite. E questo gesto dissacrante di rimuovere e superare il limite racchiude l'intensità e la nobiltà dell'attività umana che tende non tanto alla perfezione quanto alla ricerca continua e infinita del miglioramento.

Questi gesti danno sempre un senso di fiducia nel genere umano. E nel caso del record di Lavillenie, la simmetria palindromica di quel numero - insieme al significato non numerico che le tre parole hanno in italiano - fa provare una dissacrante vertigine che alimenta le sane ambizioni dell'uomo di essere unico. Sei Uno, Sei.

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