Una vita in piedi

"Pronto, ciao zio, come stai?" - "Sto in piedi".
Lo zio Nani stava sempre in piedi. Si sedeva solo per mangiare o per intarsiare il legno, creando splendidi cofanetti portagioie, e per lavorare ai modellini delle navi. Come quello dell'Amerigo Vespucci o della Santa Maria. Oggetti di impressionante precisione artistica che regalava a tutti. Genovese, ma contrariamente a quello che si dice dei genovesi, un uomo di una generosità straordinaria, così come sua moglie, la mitica zia Antonietta.

"Due cani si litigano un osso. Uno è milanese, l'altro è di Genova. Il milanese alla fine si prende l'osso e tenendolo stretto fra i denti guarda l'altro soddisfatto. E quello, tranquillo, gli fa - Di dove sei ? - . - Mi sun de Milàn - risponde, facendo cadere l'osso per pronunciare la "a" aperta. Tosto il genovese si prende l'osso e ora è lui a guardare l'altro con aria di sfida. - E tu di dove sei? - . - Mi son de Zena - risponde a denti stretti e tenendosi l'osso". La raccontava sempre e mi prendeva sempre in giro, soprattutto quando ero piccolo: "Allora, sei venuto da Milano a svuotare il mare per seminarci il grano? Dai, prendi un secchio e provaci...".

A Genova c'è una sola squadra di calcio, il Zena. Il primo club fondato in Italia. Inconfutabile. Ho sempre provato a contrastare questa cosa, dicendo che l'Inter aveva vinto molti più campionati. "Sì, ma il Zena rimarrà sempre il primo Club fondato in Italia". Già, la storia non si cambia. Certe cose sono così e basta.

Passeggiata Anita Garibaldi a Nervi
Come il fatto che "lo stoccafisso non puzza, profuma". Come la passeggiata "Anita Garibaldi" che da Nervi va fino a Capolungo e che con lo zio ho percorso decine di volte. Come "Corso Europa" a Genova, che prima degli anni '60 non esisteva "e qui c'erano solo giardini e orti e la litoranea principale era l'Aurelia che sta più giù vicino al mare". Come i parlamentari che promettono e poi non fanno nulla "e io non voto più, perché mi hanno preso in giro già troppe volte". Come il Secolo XIX, il quotidiano di Genova che lo zio comprava all'edicola, ma non quella sotto casa "perché con quello ho litigato". E ora anche quell'edicola ha chiuso. Zio, hai vinto tu anche questa piccola battaglia. Come la focaccia "che non la fanno più come una volta. Perché va fatta lievitare 4 volte in una notte. E va fatta nel forno a legna. Ora i fornai la fanno lievitare una volta sola e la cuociono nel forno elettrico. Ma la focaccia dev'essere allo stesso tempo morbida e croccante". Come il pesto "che mia mamma mi faceva preparare al momento, nel mortaio di marmo. Prima il basilico e il sale grosso, che serve a frantumare il basilico. Poi i pinoli e l'aglio. E alla fine, solo alla fine, l'olio".

Così come tanti altri aneddoti e racconti, che lo zio ripeteva immancabilmente e più o meno nello stesso ordine ogni volta che si andava a trovarlo. E l'autostrada per arrivare a Genova è parte dell'immaginario che mi porto dietro pensando allo zio: posti dai nomi strani come Ovada, il passo del Turchino, Pegli, Voltri, e poi i viadotti mostruosi attorcigliati sulle montagne che si schiantano nel mare all'arrivo a Nervi. Corso Europa e lo zio, come una vedetta a prua della nave, che ci aspetta sul balcone, "il poggiolo" come diceva lui, tra vasi di pomodori e di peperoncini e i gerani della zia. Il viaggio verso Nervi è già diventato nostalgia. Tutti i ricordi sono dentro i modellini delle navi, una flotta splendente che naviga sul mare di una vita vissuta da uomo onesto con valori e princìpi saldi. Non li fanno più uomini così, perché per essere così l'anima va fatta lievitare più volte, come la focaccia. Ora il poggiolo è vuoto. Ma il Zena rimane il primo club di calcio fondato in Italia. Su questo non si discute. Ciao Zio Nani. E forza Zena.